Nel sapone fatto in casa basta un errore di pochi grammi nel dosaggio della soda caustica per ottenere un prodotto troppo aggressivo o irritante per la pelle. Per questa ragione, una ricetta a freddo affidabile non parte mai da indicazioni vaghe come “un filo d’olio d’oliva”, bensì da calcoli matematici rigorosi. Di seguito troverai tre formulazioni collaudate su una base di 500 grammi di grassi, con le dosi esatte di soda e acqua, accompagnate dalle tecniche fondamentali e da tutte le precauzioni necessarie per saponificare in totale sicurezza.
Tutte e tre le ricette condividono gli stessi parametri di formulazione: sconto della soda (superfat) al 5%, concentrazione della soluzione caustica al 33% e un periodo di stagionatura compreso tra 4 e 6 settimane.
- Resa del lotto: 500 g di oli producono circa 710 g di impasto fresco, ideali per ricavare circa sei saponette da 110 g.
- Regola aurea per la soda: versa sempre i cristalli di soda nell’acqua, mai l’acqua sulla soda.
- Temperature di lavorazione: sia la soluzione caustica sia gli oli fusi devono scendere sotto i 54 °C prima di essere uniti. La finestra ideale è compresa tra 38 °C e 43 °C, mantenendo tra le due fasi uno scarto termico di pochi gradi.
- Fase di nastro: per iniziare, fermati a un nastro leggero, con una consistenza simile a quella di una crema inglese fluida.
- Sformatura: dopo 24–48 ore dal getto nello stampo.
- Stagionatura: minimo 4–6 settimane; i saponi ad altissima percentuale di olio d’oliva migliorano sensibilmente prolungando l’attesa.
Che cosa serve?
Per fare il sapone in casa non servono attrezzature professionali complesse, ma alcuni strumenti sono davvero indispensabili. Il primo è una bilancia digitale con precisione al grammo (o al decimo di grammo): ogni ingrediente va pesato con esattezza, compresa l’acqua. Ti occorreranno poi un termometro da cucina, un frullatore a immersione (minipimer), spatole in silicone (marise) e uno stampo adatto. Trovi l’elenco dettagliato nella nostra guida agli strumenti necessari per fare il sapone.
Per preparare la soluzione caustica utilizza esclusivamente caraffe in polipropilene spesso (sigla PP o plastica riciclo 5) o in acciaio inossidabile, con una capienza almeno doppia rispetto al volume del liquido. L’alluminio va categoricamente evitato: la soda caustica lo corrode all’istante, scatenando una reazione che sprigiona idrogeno gassoso altamente infiammabile. Riserva pentole e utensili impiegati per la soda unicamente a questo scopo, tenendoli separati da quelli per cucinare.
Gli stampi in silicone sono la scelta più pratica, perché consentono di estrarre il blocco senza forzature. Se invece preferisci uno stampo a cassetta in legno, ricordati di foderarlo con carta da forno o con l’apposito inserto flessibile. Una dose raddoppiata (circa 1,4 kg di impasto) riempie perfettamente, per esempio, uno stampo in legno foderato in silicone da 2,2 kg di capacità complessiva.
Lavorare in sicurezza con la soda caustica
La soda impiegata nella saponificazione solida è l’idrossido di sodio (NaOH). Nella sua forma pura è un composto fortemente basico che può causare gravi ustioni chimiche a contatto con la pelle e con gli occhi. Nel sapone stagionato, tuttavia, la soda non esiste più: viene interamente convertita durante il processo chimico. Per una panoramica esaustiva sulle buone pratiche di laboratorio domestico, leggi la nostra guida su come usare la soda caustica in sicurezza. Ecco le regole non negoziabili:
- Indossa sempre occhiali protettivi avvolgenti, guanti impermeabili robusti, maglia a maniche lunghe e pantaloni lunghi. Lavora in una stanza ben arieggiata, preferibilmente vicino a una finestra aperta o sotto la cappa aspirante, poiché la soda a contatto con l’acqua rilascia vapori pungenti.
- Versa sempre la soda nell’acqua e mai il contrario: versare acqua sui granuli di soda può provocare una reazione violenta con ebollizione istantanea e schizzi di liquido caustico rovente.
- Parti sempre da acqua fredda di rubinetto o a temperatura ambiente. La reazione è fortemente esotermica e porta la miscela a sfiorare i 90 °C in pochi istanti.
- Tieni bambini e animali lontani dalla stanza durante l’intera lavorazione, fino a quando l’impasto non è al sicuro nello stampo e gli strumenti lavati.
- In caso di contatto accidentale con la cute, togli subito gli indumenti contaminati e sciacqua la parte interessata sotto abbondante acqua corrente. Le schede internazionali di sicurezza (MSDS) raccomandano un lavaggio continuo di 15–30 minuti; il CCOHS (Canadian Centre for Occupational Health and Safety) suggerisce di prolungarlo anche fino a 60 minuti. Rivolgiti tempestivamente a un medico o a un centro antiveleni, anche se l’irritazione sembra lieve.
- Non applicare aceto sulle ustioni cutanee da soda: il CDC statunitense sconsiglia categoricamente l’uso di agenti chimici per “neutralizzare” basi forti sulla pelle, poiché la reazione tra acido e base genera ulteriore calore, rischiando di peggiorare il danno tissutale.
Come funziona il calcolo (e perché non si possono sostituire gli oli a caso)
La saponificazione è una reazione stechiometrica: i trigliceridi contenuti negli oli reagiscono con l’idrossido di sodio producendo sapone e glicerina vegetale. Ciascun grasso possiede una composizione specifica in acidi grassi e, di conseguenza, un proprio valore di saponificazione (SAP), che indica i grammi di NaOH necessari per saponificare esattamente un grammo di quell’olio. L’olio d’oliva ha un SAP medio di circa 0,134; l’olio di ricino di 0,128; il burro di karité di 0,128; il burro di cacao di 0,137. L’olio di cocco, essendo ricco di acidi grassi a catena corta, richiede molta più soda: tra 0,178 e 0,190.
La formula fondamentale per ricavare la soda è:
Soda totale = somma di (peso di ciascun olio × rispettivo SAP) × (1 − percentuale di sconto soda).
Con uno sconto soda del 5%, il risultato va moltiplicato per 0,95. Questo 5% di grassi non saponificati (superfat) rimane libero nella saponetta, rendendola più emolliente e assorbendo eventuali imprecisioni minime nella bilancia o nei valori SAP delle materie prime.
Ecco il calcolo esatto per la nostra Ricetta 1:
- Olio d’oliva: 325 g × 0,134 = 43,6 g
- Olio di cocco: 135 g × 0,178 = 24,0 g
- Olio di ricino: 40 g × 0,128 = 5,1 g
- Soda stechiometrica totale: 72,7 g × 0,95 (sconto 5%) = 69,1 g di NaOH
- Acqua al 33% di concentrazione: 69,1 ÷ 0,33 = 209,4 g di soluzione totale, da cui sottraiamo i 69,1 g di soda ottenendo 140 g di acqua.
Attenzione alla differenza tra i due sistemi usati per quantificare l’acqua. La “concentrazione della soda” esprime la quota di idrossido di sodio sull’intero peso della soluzione caustica (il 33% corrisponde all’incirca a 1 parte di soda e 2 parti di acqua). L'”acqua come percentuale degli oli”, invece, rapporta il peso del liquido ai soli grassi: in questo caso, 140 g di acqua rappresentano il 28% di 500 g di grassi. Molti calcolatori online propongono per difetto percentuali comprese tra il 33% e il 38% sui grassi. Una miscela più ricca d’acqua ritarda il nastro e allunga i tempi di asciugatura nello stampo e in stagionatura.
Due avvertenze cruciali: i valori SAP possono variare leggermente a seconda del produttore, perciò verifica sempre le dosi tramite un calcolatore online prima di iniziare, come spiegato nel nostro approfondimento su come calcolare la soluzione caustica. Inoltre, non rimpiazzare mai un olio con un altro senza ricalcolare la ricetta da zero. Infine, se la tua soda caustica dichiara una purezza inferiore al 100% (ad esempio 98%), dividi il valore di soda ottenuto per la frazione di purezza effettiva (es. 69,1 ÷ 0,98).
Tre ricette per 500 g di oli
Tutte le ricette seguenti sono formulate con uno sconto soda del 5% e una concentrazione della soluzione caustica al 33%. Pesa ogni elemento al grammo e impiega unicamente acqua demineralizzata o distillata per evitare depositi calcarei o reazioni indesiderate con i minerali disciolti.
Ricetta 1: sapone base delicato (oliva, cocco, ricino)
- 325 g di olio d’oliva
- 135 g di olio di cocco
- 40 g di olio di ricino
- 69,1 g di NaOH
- 140 g di acqua demineralizzata
La formulazione classica per eccellenza: delicata, equilibrata e ideale per l’uso quotidiano. L’olio d’oliva apporta nutrimento, il cocco assicura durezza e una bella schiuma voluminosa, mentre il ricino rende le bolle dense e persistenti. L’alta percentuale di oliva garantisce un raggiungimento del nastro molto graduale, lasciando tutto il tempo di prendere confidenza con i gesti.
Ricetta 2: sapone nutriente al burro di karité
- 250 g di olio d’oliva
- 125 g di olio di cocco
- 90 g di burro di karité
- 35 g di olio di ricino
- 68,2 g di NaOH
- 138 g di acqua demineralizzata
L’aggiunta del burro di karité arricchisce la schiuma rendendola cremosa e lascia una gradevole sensazione vellutata sulla pelle. Data la presenza di grassi saturi nel burro vegetale, l’impasto tenderà ad addensare leggermente più in fretta rispetto alla prima ricetta.
Ricetta 3: sapone compatto al burro di cacao
- 250 g di olio d’oliva
- 120 g di olio di cocco
- 100 g di burro di cacao
- 30 g di olio di ricino
- 68,8 g di NaOH
- 140 g di acqua demineralizzata
Il burro di cacao conferisce alle saponette una consistenza compatta, liscia e molto durevole all’uso. I calcoli di soda e acqua seguono lo stesso principio delle formule precedenti, ma raccomandiamo sempre di passarli al calcolatore. Per via dell’alto punto di fusione del burro di cacao, è preferibile lavorare a temperature moderate e azionare il frullatore con parsimonia per evitare che la pasta diventi solida prima di averla colata.
-
€12.40 €537.15Fascia di prezzo: da €15.00€12.40 a €649.95€537.15 IVA incl. inc. IVA IVA esclusaSelezionare le opzioni Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto
-
€4.92 €1,446.24Fascia di prezzo: da €5.95€4.92 a €1,749.95€1,446.24 IVA incl. inc. IVA IVA esclusaSelezionare le opzioni Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto
-
€6.87 €247.66Fascia di prezzo: da €7.49€6.87 a €269.95€247.66 IVA incl. inc. IVA IVA esclusaSelezionare le opzioni Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto
Il nostro consiglio: parti dalla Ricetta 1. Una volta padroneggiata la consistenza del nastro, potrai cimentarti con la 2 o la 3. Per il tuo primo sapone in assoluto, evita coloranti e profumazioni complesse per concentrarti unicamente sul procedimento base.
Passo dopo passo: dagli oli alla saponetta finita
- Preparazione dell’area di lavoro. Indossa guanti e occhiali protettivi. Pesa l’acqua, la soda caustica e i singoli oli in contenitori distinti, azzerando la tara a ogni passaggio.
- Preparazione della soluzione caustica. Sistema la caraffa con l’acqua fredda all’interno del lavello (come misura di contenimento di sicurezza). Versa lentamente la soda nell’acqua mescolando con una spatola finché i granuli non si sono sciolti del tutto. Non chinarti sopra i vapori ed evita di inalarli. Lascia raffreddare la soluzione.
- Fusione e miscelazione dei grassi. Fai fondere a bagnomaria dolce o al microonde i burri e i grassi solidi (come cocco e karité), poi unisci gli oli liquidi e uniforma il composto.
- Verifica delle temperature. Monitora le temperature: unisci le due fasi solo quando sia la soluzione di soda sia gli oli sono entrambi scesi sotto i 54 °C. L’intervallo operativo ottimale è tra 38 °C e 43 °C, assicurandoti che non ci siano più di 5 °C di differenza tra loro.
- Emulsione. Versa lentamente la soluzione caustica negli oli facendola scivolare lungo il fusto del frullatore a immersione per non incorporare bolle d’aria. Aziona il minipimer a brevi impulsi di pochi secondi, alternando con mescolate a motore spento.
- Raggiungimento del nastro. Il “nastro” (trace) indica che l’emulsione è avvenuta stabilmente e la saponificazione è avviata. Al nastro leggero l’impasto ha la fluidità di una pastella sottile: sollevando il frullatore, le gocce che ricadono restano visibili sulla superficie per un secondo prima di scomparire. Questo è lo stadio ideale per aggiungere eventuali fragranze e coloranti.
- Colata nello stampo. Versa la pasta nello stampo preparato, battilo delicatamente sul piano di lavoro per far affiorare eventuali vuoti o bolle d’aria e coprilo. Isola la superficie avvolgendo lo stampo con un vecchio asciugamano o una coperta per mantenere il calore interno.
- Sformatura e taglio. Dopo 24–48 ore il sapone risulterà abbastanza solido da poter essere sformato. Taglialo a fette regolari servendoti di un coltello a lama liscia e affilata o di un tagliasapone a filo d’acciaio.
- Stagionatura. Disponi le saponette in piedi o distanziate tra loro su una griglia o su carta traspirante, lasciando passare l’aria. Conservale in un ambiente fresco, asciutto e lontano dalla luce diretta del sole per almeno 4–6 settimane.

Anche se il panetto sembra pronto dopo appena due giorni, la stagionatura non si può saltare. La trasformazione chimica della soda si completa nelle prime 24–48 ore, ma le settimane successive servono a far evaporare l’acqua in eccesso: questo rende la saponetta dura, piacevole sulla pelle, ricca di schiuma e capace di durare a lungo senza sciogliersi nel portasapone. Un sapone composto prevalentemente da olio d’oliva necessita di 8–12 settimane di riposo; per le ricette 1 e 2 l’attesa consigliata è di almeno 6 settimane.
Nelle prime ore all’interno dello stampo potresti notare che il centro diventa molto caldo, lucido e quasi trasparente: si tratta della normale “fase gel”, un processo spontaneo dovuto al calore di reazione. Non compromette affatto la riuscita finale del sapone. Per approfondire quando conviene favorirla o mitigarla, leggi la nostra guida dedicata a cosa accade durante la fase gel.
Aggiungere fragranze e colori
Il dosaggio dei profumi si calcola sempre in percentuale rispetto al peso degli oli, non sul totale finale dell’impasto. Per gli oli profumati (fragrance oil) si utilizza generalmente una concentrazione tra il 3% e il 6%: su 500 g di grassi, significa dosare tra i 15 e i 30 g di essenza. È tassativo verificare la concentrazione massima consentita consultando il certificato IFRA della specifica fragranza alla Categoria 9 (prodotti per la detersione a risciacquo), poiché ogni molecola aromatica ha limiti differenti. Sul nostro sito trovi una ricca selezione di fragranze per sapone a freddo e oli essenziali. Per gli oli essenziali puri, data la loro intensità, il dosaggio consigliato scende solitamente al 2–3% del peso dei grassi, sempre nel pieno rispetto delle linee guida di sicurezza.
Attenzione agli imprevisti: alcune essenze (in particolare quelle speziate a base di chiodi di garofano e cannella, o ricche di vanillina) possono far accelerare improvvisamente l’impasto, causare l’ammassamento istantaneo (seizing) o provocare la separazione della miscela in granuli (ricing). Scegli solo profumazioni testate per il metodo a freddo (cold process safe), testale su piccoli lotti, incorporale a nastro leggerissimo e lavora a temperature più basse (sui 35–38 °C) per guadagnare tempo prezioso prima della colata.
Per colorare il sapone puoi ricorrere a pigmenti minerali, argille naturali o miche cosmetiche. Il segreto per una dispersione uniforme è stemperare le polveri in un goccio di olio prelevato dalla ricetta prima di versarle nell’impasto, eliminando ogni grumo. Trovi tutti i dettagli pratici nella nostra guida su come usare la polvere di mica nel sapone. Esplora la gamma completa di pigmenti e basi nella nostra sezione dedicata al sapone a freddo.
Gestire e controllare il nastro
Se vuoi realizzare motivi decorativi complessi a più colori (swirl), dovrai fermarti a un nastro fluido, in modo che l’impasto rimanga colabile. Se invece desideri modellare la superficie superiore della pagnotta creando onde o rilievi a cucchiaio, prolunga l’azione del minipimer fino a raggiungere un nastro medio o denso. La rapidità con cui si addensa il sapone dipende da diversi fattori:
- Scelta degli oli: le ricette ricche di grassi liquidi monoinsaturi (come l’olio d’oliva) addensano lentamente; burri duri e olio di cocco accelerano notevolmente la presa.
- Temperatura: lavorare con oli e soda caldi accelera la reazione chimica. Mantenersi tra 32 °C e 40 °C garantisce tempi di lavorazione più ampi.
- Rapporto d’acqua: un impasto con più acqua rimane fluido più a lungo; una soda più concentrata velocizza il nastro.
- Additivi: certe profumazioni, il miele o le spezie possono fare stringere il composto nel giro di pochi secondi.
In caso di dubbio, frulla sempre meno di quanto credi necessario: a mescolare a mano sei sempre a tempo. Se l’impasto dovesse scappare di mano e diventare troppo compatto, versalo nello stampo aiutandoti con la spatola e battilo energicamente sul banco per eliminare le sacche d’aria.
Risoluzione dei problemi più comuni
- Pellicola biancastra in superficie (soda ash o cenere di soda): è carbonato di sodio, frutto della reazione tra la soda libera a contatto con l’aria e l’anidride carbonica circostante. È un difetto puramente estetico e del tutto innocuo. Si previene vaporizzando alcool isopropilico al 91% o 99% sulla superficie appena colata, coprendo lo stampo e riducendo leggermente la percentuale d’acqua. Se compare, puoi rimuoverla con un getto di vapore da ferro da stiro, piallarla o risciacquare brevemente la saponetta sotto l’acqua.
- Spaccature longitudinali o impasto che ribolle al centro (“effetto vulcano”): sintomo di un eccessivo surriscaldamento interno durante la fase gel. Capita quando lo stampo è troppo isolato o in presenza di additivi riscaldanti (come zuccheri e miele). In ambienti caldi, metti lo stampo in frigorifero per le prime ore per scongiurare il problema.
- Venature traslucide all’interno (fiumi di glicerina): un fenomeno visivo che si crea quando l’impasto si surriscalda in presenza di quote d’acqua elevate. Non crea problemi alla pelle. Per evitarle, riduci la quantità d’acqua e mantieni temperature di emulsione più contenute.
- Sapone molle o che resta appiccicoso nello stampo: richiede semplicemente più tempo per asciugare. Le formule con molta oliva o ad alta idratazione possono impiegare 3 o 4 giorni prima di poter essere sformate.
- Puntini arancioni e odore rancido (DOS – Dreaded Orange Spots): si tratta dell’irrancidimento ossidativo dei grassi. Utilizza sempre oli freschissimi, controlla le date di scadenza ed evita bottiglie aperte da molti mesi. Consulta il nostro articolo su conservazione e durata del sapone.
- Massa che si blocca istantaneamente nel contenitore (seizing): quasi sempre provocato da una fragranza inadatta o da temperature troppo elevate. Rovescia il composto a cucchiaiate nello stampo, compattalo al meglio con le mani (indossando i guanti!) e lascialo riposare: l’aspetto estetico sarà rustico, ma il sapone completerà la saponificazione e sarà comunque perfettamente utilizzabile.
- Il profumo è svanito dopo la stagionatura: gli oli essenziali di agrumi sono molto volatili e tendono a disperdersi. Per prolungarne la resa, ancorali abbinandoli a note di fondo più persistenti come patchouli, cedro, lavanda o resina di benzoino.
Il sapone è pronto e sicuro?
Prima di utilizzare una saponetta artigianale, attendi che siano trascorse almeno 4 settimane e procedi con il cosiddetto “zap test”. Sfiora con la punta della lingua bagnata una parte inumidita della saponetta: se non avverti nulla se non il sapore del sapone, la soda è del tutto neutralizzata. Se invece percepisci una scossa pungente, simile a quella che si prova toccando con la lingua i poli di una pila da 9V, c’è ancora soda caustica libera e il sapone non può toccare la pelle. Non eseguire mai questa prova su saponi freschi di pochi giorni; una saponetta che continua a risultare positiva allo zap test dopo la stagionatura è irrecuperabile e va smaltita.
Il valore di pH tipico di un sapone naturale a freddo maturo oscilla normalmente tra 8,5 e 10. Le cartine tornasole convenzionali offrono una stima approssimativa, utile per escludere pH estremi, ma non sono abbastanza affidabili per garantire la piena conformità cutanea. Lo zap test (o una titolazione dell’alcalinità libera eseguita in laboratorio) rimane la verifica più diretta e attendibile a livello domestico.
Vendere il proprio sapone: il quadro normativo europeo
Secondo il Regolamento Europeo sui Cosmetici (Reg. CE 1223/2009), il sapone artigianale destinato all’igiene personale è classificato a tutti gli effetti come cosmetico. Per venderlo legalmente all’interno dell’UE è obbligatorio:
- Far redigere una Relazione sulla Sicurezza del Prodotto Cosmetico (CPSR – Cosmetic Product Safety Report) da un chimico, tossicologo o valutatore abilitato.
- Designare una Persona Responsabile (RP) con sede nell’Unione Europea (che nel caso di piccoli laboratori artigianali coincide solitamente con l’artigiano stesso).
- Notificare formalmente la formula sul portale comunitario CPNP (Cosmetic Products Notification Portal) prima della distribuzione.
- Rispettare le Norme di Buona Fabbricazione (GMP – ISO 22716) nel laboratorio di produzione.
- Predisporre etichette a norma contenenti: denominazione del prodotto, ragione sociale e indirizzo della Persona Responsabile, lotto di produzione, peso netto, data di scadenza o PAO ed elenco completo degli ingredienti secondo la nomenclatura ufficiale INCI. Se la saponetta è venduta sfusa o è troppo piccola per accogliere l’intero testo, la legge consente di esporre l’elenco degli ingredienti su un cartellino o cartello informativo ben visibile accanto al banco espositivo.
Offriamo direttamente il supporto tecnico per la redazione delle valutazioni di sicurezza CPSR, aiutando la tua attività a mettersi in regola senza intoppi.
Domande frequenti
Devo ricalcolare la ricetta ogni volta?
Sì. Ogni cambio di olio, anche per minime quantità, modifica il bilancio dei grassi e la quota esatta di idrossido di sodio necessaria per non rischiare saponi caustici o al contrario molli e unti. Verifica sempre le dosi con un calcolatore.
Qual è il miglior stampo per chi inizia?
Gli stampi rettangolari in silicone a cassetta sono imbattibili: resistono al calore, non richiedono rivestimenti e permettono di estrarre il sapone senza romperlo. Gli stampi in legno sono eccellenti per trattenere il calore, ma richiedono sempre una fodera interna antiaderente.
Perché il sapone deve riposare così a lungo?
La reazione chimica si completa in un paio di giorni, ma le 4–6 settimane di stagionatura servono all’acqua residua per evaporare. Questo processo compatta il reticolo cristallino del sapone, regala una saponetta resistente che non si consuma subito sotto l’acqua e crea una schiuma nettamente più morbida e abbondante.
Come faccio se il profumo si sente poco?
Accertati di aver dosato l’essenza in base al peso dei grassi (orientativamente 30 g per 500 g di oli) e verifica i massimali previsti dal certificato IFRA. Ricorda che molte note agrumate e fruttate degradano in fretta nell’ambiente basico del sapone: prediligi fragranze formulate ad hoc per il metodo a freddo.
Si possono raddoppiare o dimezzare le quantità della ricetta?
Certamente: basta moltiplicare o dividere le quantità di tutti gli ingredienti (grassi, soda caustica e acqua) per lo stesso coefficiente. Prima di procedere alla pesata, inserisci comunque i nuovi valori in un calcolatore online per un controllo di sicurezza.
Il tuo primo sapone
La saponificazione è un’arte gratificante che unisce rigore scientifico e creatività. Comincia dalla Ricetta 1, pesa ogni ingrediente con meticolosità e rispetta i tempi di riposo del sapone. Quando vorrai sperimentare nuove combinazioni, consulta la nostra selezione di ricette per sapone a freddo; se vuoi approfondire gli aspetti chimici del processo, leggi il nostro speciale su sapone a freddo: la scienza alla base. Per reperire tutte le materie prime pure e selezionate, visita la nostra sezione di Oli e burri.
